Servizi2019-11-21T09:41:43+01:00

Prestazioni

Il personale di SAPA è a vostra disposizione per aiutarvi nei vostri progetti e ricerche.

Il personale di SAPA offre consulenza sulle modalità di ricerca nelle banche dati della Fondazione e fornisce informazioni su diversi temi. Non esitate a contattarci!

Il team di SAPA riunisce esperte ed esperti con competenze specialistiche in vari ambiti: scienze dell’informazione, ricerca universitaria, mediazione culturale, eccetera. Le collaboratrici e i collaboratori partecipano regolarmente a convegni e sono attivi in gruppi di lavoro nei quali vengono definite norme e tendenze.

SAPA mette a disposizione di istituzioni e privati la propria competenza nei seguenti settori:

  • Sta scrivendo un lavoro di diploma, un contributo scientifico o giornalistico? Non esiti a contattarci. L’aiuteremo costituire un corpus con i documenti conservati nei nostri archivi più interessanti per il suo campo di ricerca.
  • Ha bisogno di consigli per la conservazione, il restauro, la digitalizzazione e l’archiviazione a lungo termine? Sono i nostri ambiti di specializzazione e metteremo volentieri a disposizione la nostra esperienza per aiutarla a trovare le soluzioni più appropriate.
  • Desidera sensibilizzare i suoi utenti su questioni inerenti all’archiviazione, agli standard vigenti o, più in generale, alla valorizzazione del patrimonio archivistico? Saremo lieti di intervenire presso la sua istituzione con presentazioni e workshop studiati appositamente per le sue esigenze.

La conservazione di video è un settore complesso che richiede competenze tecniche specifiche.

Data l’importanza delle videotecnologie per il patrimonio delle arti sceniche, il personale di SAPA offre consulenze specialistiche nei seguenti ambiti:

  • Formati video, codec, tecnologie, archiviazione digitale a lungo termine, standard internazionali e raccomandazioni;
  • Digitalizzazione e archiviazione di diversi formati video analogici ed elettronici;
  • Conservazione delle collezioni esterne;
  • Pulizia e restauro di video analogici in collaborazione con l’Atelier für Videokonservierung di Berna.

SAPA presta documenti e oggetti delle proprie collezioni ad altre istituzioni per mostre e manifestazioni in ambito scientifico e museale.

Inoltre, SAPA offre la possibilità a privati, compresi gli insegnanti, di prendere in prestito volumi e alcuni video dalla sua mediateca.
Contatto

Mediazione culturale

Con l’intento di fare scoprire al pubblico la ricchezza del patrimonio archivistico delle arti sceniche, SAPA propone vari tipi di attività di mediazione culturale:

Su richiesta, la sede zurighese di SAPA offre a classi scolastiche una serie di laboratori di sensibilizzazione alla danza (in tedesco):

Tanz-PERSPEKTIVEN

Questa serie di workshop è stata ideata ed è animata da Susan Hengartner. Le istituzioni e gli insegnanti interessati sono invitati a contattare il personale della sede zurighese di SAPA o direttamente Susan Hengartner (susan_hengartner[at]hotmail.com).

Héloïse Pocry, collaboratrice di SAPA ma anche artista e mediatrice, ha ideato un laboratorio su misura per SAPA che unisce danza e scrittura:

Corps & Graphie

La scrittura è il movimento dello spirito, il movimento è la scrittura del corpo: questo è l’intimo nesso fra due mezzi di espressione personale che i partecipanti avranno modo di sperimentare attraverso una serie di esercizi scritti, brevi e stimolanti. L’atelier sarà all’insegna della leggerezza e della libertà. Un invito a lasciarsi crescere le ali!

Ulteriori informazioni sul sito internet di Héloïse Pocry: Lémancolie.

Il laboratorio può svolgersi in una delle tre sedi di SAPA o negli spazi di un’altra istituzione.

Le istituzioni e le persone interessate a organizzare quest’attività sono invitate a prendere contatto.

SAPA propone una proiezione commentata del documentario Voix de danse – Voies dansées. Le istituzioni interessate a questo evento sono invitate a contattare il nostro personale.

Le tre sedi di SAPA propongono visite guidate in base alle rispettive specificità e alle mostre che ospitano. Il programma viene stabilito con i mandatari e può essere adattato a ogni tipo di pubblico per quanto riguarda la durata, il tema, il formato, eccetera.

Le istituzioni e le persone interessate sono invitate a contattare il personale SAPA per definire il programma più appropriato e le tariffe.

L’esposizione «Sigurd Leeder – Sulle tracce della danza» ha una parte destinata ai più piccoli. Essa è intitolata «Giù le maschere!» ed esiste sia in versione fisica, che può essere facilmente presentata in tutte le istituzioni interessate, sia in versione virtuale accessibile liberamente online. L’attività «atelier e visita mascherata» completa questo programma di mediazione culturale per la gioventù. Anch’essa può essere presentata in tutte le istituzioni interessate.

Giù le maschere!

Mini esposizione sulla danza e sulle maschere

Come si può preservare la memoria di uno spettacolo di danza quando quest’ultimo termina? La fondazione SAPA raccoglie le tracce lasciate dalla danza sotto forma di oggetti, film, fotografie, testimonianze e altri documenti. Questa mini esposizione presenta alcuni di questi tesori utilizzando il tema comune della maschera, sia essa divertente, spaventosa o magica. La danza può rivivere anche dentro i tuoi occhi!

Atelier e visita mascherata

Il viso nascosto da una maschera ed eccoti sul palco! Vieni a creare la tua maschera e indossala durante una visita molto speciale della mini esposizione «Giù le maschere!». Scoprirai dei tesori inediti e delle scritture misteriose… tu stesso avrai un ruolo importante nella storia!

Esposizioni

SAPA realizza delle mostre negli spazi delle sue sedi di Losanna e Berna:

Sigurd Leeder – Sulle tracce della danza

04.05.2018 – 31.12.2019

La sede losannese della Fondazione SAPA, Archivio svizzero delle arti della scena vi invita a scoprire la sua nuova mostra semipermanente.

La danza è una forma artistica fugace. Tuttavia, rimangono tracce di esperienze che continuano ad agire nel tempo. Il danzatore, insegnante e coreografo di fama internazionale Sigurd Leeder (1902-1981) ha lasciato segni tangibili, dalla danza espressiva degli anni Venti alle coreografie contemporanee a lui ispirate. La sede losannese di SAPA conserva il suo fondo, grazie al quale l’archivio ha acquisito importanza a livello mondiale. I documenti vengono mostrati per la prima volta nell’ambito di questa esposizione, che era stata allestita nel 2017 da e per il Museum für Gestaltung di Zurigo in collaborazione con SAPA.

A Losanna l’accento verrà posto su questi due ambiti:

  • La sezione pedagogica documenta il metodo Jooss-Leeder nel contesto della storia della danza.
  • La sezione dedicata alla “Danza macabra” mette in luce vari aspetti di questa creazione coreica, nata durante un laboratorio, e legati alla sua genesi, alla conservazione e all’influsso che ha esercitato nel tempo.

Inoltre, su richiesta, durante tutto l’anno il personale di SAPA è a disposizione per delle visite guidate. Orari di apertura:

La sede bernese di SAPA propone un’esposizione permanente dedicata al teatro, dall’antichità ai giorni nostri. Le molteplici sfaccettature presentate consentono di comprendere l’evoluzione storica di quest’arte, in particolare in Svizzera.

Diversi livelli d’informazione offrono al pubblico la possibilità di effettuare una visita rapida, concentrandosi sugli oggetti esposti, o di approfondire le proprie conoscenze attraverso la lettura di una serie di pannelli esplicativi.

Inoltre, su richiesta, durante tutto l’anno il personale di SAPA è a disposizione per delle visite guidate. Orari di apertura:

Ricerca scientifica

SAPA è attiva nella ricerca scientifica a più livelli: tramite la collaborazione con università e scuole universitarie professionali, ma anche tramite la realizzazione di progetti propri.

Progetti in corso:

Storia/e della danza in Svizzera

Conversazioni con Ursula Pellaton

Oltre a raccogliere e archiviare materiale esistente, SAPA s’impegna a produrre fonti d’archivio nell’ambito delle arti sceniche. Una serie di testimonianze orali di rappresentanti di spicco della fugace arte della danza è riunita nel film:

In questo nuovo progetto è la giornalista Ursula Pellaton a prendere la parola. Nelle sue recensioni, nei suoi reportage, nei suoi ritratti, nelle sue anteprime e nei suoi articoli specialistici quest’attenta osservatrice fornisce una panoramica delle tendenze, dei movimenti, dei principali centri di attività e dei temi della creazione coreica in Svizzera. La sua profonda conoscenza del mondo della danza contemporanea abbraccia oltre mezzo secolo e va al di là delle sue numerose pubblicazioni.

Le interviste a Ursula Pellaton, realizzate in base all’approccio dell’oral history, consentono di preservare i suoi ricordi e le sue testimonianze, e costituiranno un’importante fonte documentaria per la storia della danza elvetica. La registrazione video delle interviste sarà disponibile anche nella versione originale integrale. Le interviste verranno inoltre trascritte e pubblicate nell’ambito della collezione di scritti edita da SAPA.

Questo progetto fa parte di:

L’inventario nazionale del patrimonio coreografico svizzero elenca tutte le strutture e le istituzioni che conservano materiale d’archivio relativo alla storia della danza elvetica.

In qualità d’istituzione di riferimento, la Fondazione SAPA si pone l’obiettivo di fare il punto della situazione e acquisire una conoscenza approfondita su tutti i fondi e le collezioni inerenti al patrimonio coreografico archiviati in Svizzera.

Questa visione d’insieme è fondamentale affinché la Fondazione SAPA possa impegnarsi in modo efficace e sostenibile nella salvaguardia e nella valorizzazione di questo patrimonio.

Avviato nel 2017, questo progetto nazionale mira a:

  • Inventariare l’intero patrimonio coreografico individuando i vari luoghi in cui sono conservate le fonti d’archivio sul territorio elvetico;
  • Valutare lo stato di conservazione di tali risorse;
  • Stabilire una strategia d’intervento per la conservazione del patrimonio;
  • Reperire le fonti complementari ai fondi e alle collezioni conservate da SAPA;
  • Fornire informazioni e orientamenti al pubblico.

Attualmente è in corso un’indagine presso istituzioni pubbliche e private. I risultati verranno riuniti in un repertorio che disporrà di due modalità di ricerca: una di tipo geografico (per cantone e per luogo di conservazione) e una di tipo tematico (per fondo e collezione).

Questo repertorio si presenterà principalmente in formato digitale, tramite una cartina interattiva della Svizzera che consentirà d’individuare i vari fondi e collezioni presenti nei diversi cantoni e città. Gli utenti potranno anche stamparlo.

SAPA, in collaborazione con l’Associazione per la salvaguardia della memoria audiovisiva svizzera Memoriav, sta realizzando diversi progetti allo scopo di preservare il patrimonio audiovisivo (film, video, fotografie, documenti sonori):

Danza contemporanea a partire dal 1980 dal 2015

Il progetto si pone l’obiettivo di archiviare 128 registrazioni video di rinomati coreografe e coreografi svizzeri. La selezione comprende importanti compagnie che hanno segnato profondamente la danza svizzera negli ultimi 30 anni e si sono affermate a livello internazionale, fra cui Greffe Company (Cindy van Acker, Ginevra), Alexandra Bachzetsis (Basilea/Zurigo), Cie. zoo (Thomas Hauert, Bruxelles), Anna Huber Company (Zurigo), Heidi Köpfer (Basilea), Zimmermann & de Perrot Company (Zurigo).

Questa generazione è caratterizzata dal fatto di confrontarsi in modo consapevole con la documentazione inerente al proprio lavoro artistico e di cimentarsi intensivamente con le tecniche di film e video. Nella selezione non figurano solo classiche registrazioni di opere, ma anche coreografie elaborate appositamente per essere riprese in video e registrazioni di prove. Tali documenti audiovisivi assumono una grande importanza all’interno dell’opera degli artisti in questione.

Conservazione delle videocassette della Collezione Cabaretarchiv dal 2014

L’obiettivo del progetto è la digitalizzazione, l’archiviazione digitale a lungo termine e l’indicizzazione di circa 150 videocassette dedicate al cabaret svizzero degli ultimi 30 anni.

Salvaguardia delle registrazioni video di Sigurd Leeder  dal 2013

Sigurd Leeder (1902-1981) è considerato uno dei più influenti danzatori e coreografi del secolo scorso e figura tra i fondatori della danza espressiva. La vasta opera di Leeder riveste una grande importanza storica ed è conservata sotto forma di registrazioni video e cinematografiche come pure di documenti scritti, fra cui le sue notazioni coreografiche o la corrispondenza con altre personalità della storia della danza.

È già stato possibile chiarire in gran parte i diritti per una scelta di 100 videocassette, che saranno sottoposte a un ulteriore esame e a una valutazione, allo scopo di selezionare 40-50 nastri. Questi ultimi verranno digitalizzati, elaborati per l’archiviazione e resi accessibili al pubblico.

Tutti i documenti salvaguardati e valorizzati nell’ambito di questi progetti sono disponibili su Memobase, la banca dati online di Memoriav:

Identitätsdiskurs, Theaterpolitik und Laien­spielreform

Forschungsprojekt SAPA + Institut für Theaterwissenschaft der Universität Bern (ITW)
Leitung: PD Dr. Heidy Greco-Kaufmann
Nebengesuchstellerin: Prof. Dr. Beate Hochholdinger-Reiterer
Mitarbeitende: Dr. Tobias Hoffmann, MA Simone Gfeller
Beginn: 1. November 2018, Laufzeit: 3 Jahre, unterstützt durch den SNF

Oskar Eberle, Theaterwissenschaftler, Dramatiker, Regisseur und Promotor einer Professionalisierung des einheimischen Theaterwesens, prägte den Theaterdiskurs in der Schweiz im 20. Jahrhundert in entscheidender Weise. Er grün­dete die «Gesellschaft für Innerschweizer Theaterkultur» (heute “Schweizerische Gesellschaft für Theaterkultur”) und amtete als deren Geschäftsführer, Herausgeber und Publizist. Im Rückgriff auf die Vergangenheit und in Abgrenzung vom «fremden» Theater versuchte er, eine nationale Theateridentität zu konstruieren und das Schweizer Theaterschaffen anhand theoretischer Schriften und theaterpraktischer Arbeiten zu reformieren. Zu Lebzeiten als Erneuerer des Amateurtheaters gefeiert und mit der Inszenierung von nationalen Festspielen (1939, 1941) betraut, geriet er im Zug der Aufarbeitung der eid­genössischen Politik der «geistigen Landesverteidigung» in den Verdacht der ideologischen Nähe zu völkischen und national­sozialistischen Denkmustern. Da der umfangreiche, im Schweizer Archiv der Darstellenden Künste liegende Eberle-Nachlass bislang nicht aufgearbeitet wurde, fehlt es an Grundlagenforschung zu den konkreten Lebens- und Arbeitsbedingungen des wichtigsten Schweizer Exponenten des Theaterwesens der Zwischenkriegs- und Kriegszeit.

Mit dem Projekt «Oskar Eberle (1902–1956): Identitätsdiskurs, Theaterpolitik und Laien­spielreform» soll – ausgehend von einer Zusammenstellung und Auswertung der biografischen und zeitgeschichtlichen Quellen –  diese eklatante Forschungslücke der Theatergeschichte der Schweiz geschlossen werden. Im interdisziplinären Austausch mit Fachexperten (“Projektpartner”) analysiert das dreiköpfige Projektteam die Quellen unter Berücksichtigung von zeitgeschichtlich relevanten Fragestellungen. Ziel ist die Erarbeitung einer Gesamtdarstellung, die Eberles Wirken als Theaterhistoriker, Theaterpraktiker und Promotor von nationalen Festspielen nachzeichnet und im Kontext der Zeit­umstände interpretiert.

Das Projekt ist in vier Phasen gegliedert. Phase I gilt der Beschäftigung mit den erst kürz­lich erschlossenen Nachlässen von Eberle und Bundesrat Philipp Etter sowie weiteren Materialien, die in verschiedenen Archiven und bei Privaten vorhanden sind. Ergänzt werden die Recherchen durch Interviews mit Zeitzeugen (“oral history”). Phase II steht im Zeichen der vertieften Ausein­andersetzung mit der Zeitgeschichte. Vorgesehen sind Work­shops in Kooperation mit Experten zu folgenden Themen: «Freundschaft und Zusammenarbeit mit Bundesrat Etter» (Thomas Zaugg, Staats­archiv Zug), «Rekatholisierungsbestrebungen in der Schweiz in der Frühen Neuzeit und im 20. Jahr­hundert» (Prof. Dr. Cora Dietl, Universität Giessen), «völkisches/nationalsozialistisches Gedankengut» und “geistige Landes­verteidigung” (Prof. Dr. Siegfried Weichlein, Universität Fribourg) sowie «Katholizismus und Antisemitismus in der Schweiz» (Prof. Dr. Markus Ries, Universität Luzern). In Phase III wird kontinuierlich an der Monografie geschrieben und spezifische Aspekte in Work­shops vertieft: «Die Rolle der Musik bei Eberles Aufführungen» (Dr. Bernhard Hangartner, Universität Zürich), «Ideologische Pa­rallelen zwischen Eberle und Gründern deutscher (Carl Niessen) und österreichischer (Joseph Gregor) Theater­sammlungen» (Prof. Dr. Beate Hochholdinger-Reiterer, Universität Bern). In Phase IV werden die Forschungsergebnisse im Rahmen einer Tagung mit allen Kooperationspartnern zur Diskussion gestellt. Die Rückmeldungen der verschiedenen Fachvertreter fliessen in die Schlussredaktion der Monografie ein.

Der wesentlichste Erkenntnisgewinn der Studie liegt in der diskursiven Verschränkung der verschiedenen Tätigkeitsfelder und Netzwerke, in denen Eberle aktiv war. Sowohl in theaterpraktischer wie auch theatertheoretischer und institutionengeschichtlicher Hinsicht ist die Monografie von zentraler Bedeutung für die Schweizer Theatergeschichte der 1920er- bis 1950er-Jahre.

Inszenierungen von Heiligkeit im Kontext der konfessionellen Auseinandersetzungen

Schweizerische Heiligen- und Märtyrerspiele des 16. und frühen 17. Jahrhunderts

Leitung: Prof. Dr. Cora Dietl, Universität Giessen
Schweizer Projektpartnerin: PD Dr. Heidy Greco-Kaufmann
Unterstützt durch die Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG) – Laufzeit 2017-2020

Vorbemerkung

Das Projekt stellt eine Fortsetzung einer längeren Forschungszusammenarbeit zwischen Prof. Dr. Cora Dietl und PD Dr. Heidy Greco-Kaufmann dar. Ursprünglich geplant war ein bilaterales Forschungsprojekt zu Heiligenspielen in Deutschland und der Schweiz. Aufgrund fehlender Finanzierungsmöglichkeiten konnte das im Jahr 2013 konzipierte Schweizer Projekt „Inszenierung der Heiligen. Volkssprachliche Heiligen- und Märtyrerspiele im Zeitalter der Konfessionalisierung und ihre Rezeption im 20. Jahrhundert“ nicht in der geplanten Form in Angriff genommen werden. Realisiert wurde seitens der Schweiz die kommentierte Herausgabe des ältesten deutschsprachigen Bruderklausenspiels (Heidy Greco-Kaufmann/Elke Huwiler (Hg.): Das Sarner Bruderklausenspiel von Johann Zurflüe (1601), Chronos, Zürich 2017).

In gegenseitiger Übereinkunft flossen die bereits erhobenen Daten zu den Schweizer Spielen des 16./17. Jahrhunderts in das Nachfolgeprojekt von Prof. Dr. Dietl ein – die Rezeption des Heiligenspiels wird u.a. im (vom SNF bewilligten) Forschungsprojekt zu Oskar Eberle (Laufzeit 2018 – 2021) thematisiert. Das ab 2017 von der DFG finanzierte Projekt “Inszenierungen von Heiligkeit im Kontext der konfessionellen Auseinandersetzungen. Schweizerische Heiligen- und Märtyrerspiele des 16. und frühen 17. Jahrhunderts” wird unter Schweizer Beteiligung durchgeführt: Dr. Elke Huwiler wirkt als Projektmitarbeiterin, PD Dr. Heidy Greco-Kaufmann steht den Projektmitarbeitenden hinsichtlich paläographischer und kontextueller Fragen beratend zur Seite und steuert einen Beitrag zur Monographie bei.

Projektbeschreibung

“Schweizerische Heiligenspiele der Reformationszeit” erscheinen auf den ersten Blick als ein Ding der Unmöglichkeit. Unter dem Einfluss der vehementen Ablehnung des Heiligenkults durch Zwingli und Oekolampad war in den reformierten Regionen der Schweiz nicht an Heiligenspiele zu denken. Umso gewichtiger ist die identitätssichernde Funktion des Heiligenspiels in den katholisch gebliebenen Regionen der Schweiz. Das Projekt, das sich als eine Fortsetzung des Projekts “Inszenierungen von Heiligkeit im Kontext der konfessionellen Auseinandersetzungen. Protestantische und katholische Märtyrerdramen des 16. und frühen 17. Jahrhunderts” versteht, stellt das schweizerische Drama als eine deutlich stärker polarisierte Form des provokanten interkonfessionellen Dialogs neben die in den ersten drei Jahren der Projektlaufzeit untersuchten deutschen Spiele desselben Untersuchungszeitraums (ca. 1520-1620). Während das Märtyrerdrama im Heiligen Römischen Reich ein beliebtes Genre lutherisch-protestantischer Schulaufführungen war, das ein spezifisch protestantisches Verständnis von “Heiligkeit” und “Märtyrertum” kommunizierte und dazu die persuasive Kraft des Theaters nutzte, wird dem schweizerischen Heiligen- und Märtyrerspiel des 16. Jahrhunderts ein extremer Konservatismus vorgeworfen, was mit der Grund dafür ist, weshalb diese Texte in der Forschung kaum beachtet werden, obwohl manche von ihnen in neueren Editionen vorliegen. Ob die schweizerischen Spiele tatsächlich als (ostentativ) konservative und mittelalterliche Elemente der Spiele noch übersteigende Formen des Theaters gelten können und inwiefern sie damit einen wirkungsvollen Beitrag im interkonfessionellen Streit darstellen, ist eine der Kernfragen des Projekts. Der vergleichende Blick zwischen Deutschland und der Schweiz vermag umso besser die Frage nach der performativen Kraft des Massenmediums Theater zu beantworten, ebenso wie die Frage nach den Möglichkeiten einer Funktionalisierung und Instrumentalisierung dieses Mediums für religiöse und politische Zwecke. Neben literatur- und kulturwissenschaftlichen Analysekategorien wie Form, Rhetorik, Performanz, Raumregie, Akustik und Ästhetik werden auch die historischen, kulturellen und theologischen Kontexte der Spiele berücksichtigt. Zentral ist für die Analyse der Spiele und ihrer Aufführungen die Frage nach dem Begriff von “Heiligkeit”, der epochenübergreifend einerseits Gegenstand, andererseits Werkzeug interkonfessioneller und interreligiöser Auseinandersetzungen ist und ein Phänomen beschreibt, das Literatur und Kunst je unterschiedlich konstruieren können. Das Projekt zielt auf drei Editionen schwer zugänglicher, handschriftlich tradierter Dramen, die diese Texte erstmals erschließen, sowie auf eine Monographie, welche die schweizerischen Heiligen- und Märtyrerspiele umfassend beschreibt, im Vergleich mit den deutschen katholischen und protestantischen Märtyrerdramen.

Eventi

Progetti conclusi:

Voix de danse – Voies dansées

Una storia orale della danza in Svizzera

La danza è per sua natura un’arte effimera, difficile da documentare. In Svizzera, le fonti sono incomplete e la storia della danza è quindi lacunosa. In conformità ai nuovi approcci di archiviazione, che prevedono non solo la conservazione ma anche la creazione di materiale d’archivio, SAPA ha deciso di avviare un progetto di oral history, raccogliendo, fra il 2012 e il 2016, dieci interviste a professionisti della danza residenti in Svizzera: Monique Bosshard (*1941), Jean Deroc (1925-2015), Marianne Forster (1943-2014), Peter Heubi (*1943), Ulla Kasics (*1926), Noemi Lapzeson (1940-2018), Fritz Lüdin (*1941), Fumi Matsuda (*1943), Annemarie Parekh (*1941), Evelyn Rigotti (*1938).

Questi coreografi, danzatori e pedagoghi erano attivi fra gli anni Sessanta e Ottanta, cioè in uno dei periodi di maggiore rilevanza per la storia della danza, e hanno influenzato in modo decisivo la scena svizzera. Nelle interviste parlano, da un lato, delle proprie reti di contatti, delle possibilità formative e di presentare le proprie opere, come pure delle condizioni di vita in quanto professionisti della danza.

I ritratti illustrano singoli percorsi di vita e carriere nell’ambito della danza, al contempo mettono però in luce le interconnessioni attraverso numerosi e inattesi punti d’incontro. Le registrazioni video delle interviste costituiscono anche preziosi documenti di base per la ricerca scientifica e sono a disposizione delle studiose e degli studiosi presso la sede zurighese di SAPA.

Nel 2012 il progetto pilota è stato premiato dall’Ufficio federale della cultura (UFC) e ha potuto essere realizzato grazie al sostegno finanziario della FOC, della Loterie Romande e della Stanley Thomas Johnson Foundation.

Il progetto di storia orale di SAPA fa parte del network:

Sulla base delle interviste raccolte, SAPA ha prodotto un ritratto commovente che sintetizza in un filmato della durata di 60 minuti i momenti salienti dei percorsi di vita dei dieci artisti. Dopo il grande successo del debutto nell’ambito del Festival della Danza 2015, tenutosi a Winterthur, questa prima produzione video di SAPA ha potuto essere presentata in molte altre manifestazioni. La Fondazione propone anche proiezioni commentate.

Tra il 2008 e il 2016 le due fondazioni da cui è nata SAPA hanno potuto realizzare – in collaborazione con Memoriav, l’Associazione per la salvaguardia della memoria audiovisiva svizzera – diversi progetti di salvaguardia del patrimonio audiovisivo (film, video, fotografie, documenti sonori):

Inventario delle copie uniche dell’Archivio svizzero del cabaret, della canzone e della pantomima 2014-2016

Memoriav sostiene la catalogazione di copie uniche su cassette e nastri magnetici dell’Archivio svizzero di cabaret, della canzone e della pantomima di Thun. Il lavoro consente anche un confronto con le registrazioni radio preesistenti e già archiviate. L’inventario è redatto in vista della digitalizzazione e futura conservazione a lungo termine di questo materiale. L’elenco si basa sulla pre-catalogazione esistente presso la ex. Collezione svizzera del teatro (oggi SAPA Berna) ed è stato completato da ricerche effettuate negli studi radiofonici.

Salvaguardia del fondo fotografico di Sigurd Leeder 2013-2016

Sigurd Leeder (1902-1981) figura tra i fondatori della danza espressiva ed è una delle personalità di spicco della danza tedesca. Il danzatore, coreografo e maestro di danza fonda la propria scuola nel 1947 a Londra. Fra il 1959 e il 1964 ha insegnato presso l’Università di Santiago del Cile. Nel 1965 rientra in Europa e trasferisce la “Sigurd Leeder School of Dance”, che dirige fino alla morte, a Herisau, dove collabora con l’insegnante svizzera Grete Müller.

Il Fondo Leeder riunisce numerosi documenti scritti, riflessioni sulla danza e la sua scuola, una fitta corrispondenza, nonché registrazioni video e immagini. Le circa 4000 stampe cartacee, i 200 rotoli di negativi e i 100 negativi su lastre di vetro realizzati tra il 1920 e il 1980 sono importanti testimonianze dell’arte coreica del Novecento: coreografie danzate da Sigurd Leeder e Kurt Jooss, creazioni ideate da Leeder e interpretate dai suoi allievi, corsi presso varie scuole, conferenze, tournée, stage e viaggi in Europa e in America, studi sulla notazione dei movimenti, ritratti di danzatrici e danzatori, autoritratti, foto private, eccetera.

Registrazioni video «I pionieri romandi» 2010-2016

Nell’ambito di una mostra dedicata alla danza contemporanea nella Svizzera romanda, che è stata allestita a Losanna nel 2008, l’Association Vaudoise de Danse Contemporaine AVDC ha raccolto circa 250 videocassette di diversi formati. Le registrazioni documentano il lavoro di una scelta di compagnie, coreografe e coreografi attivi fra gli anni Settanta e Novanta, di cui SAPA non possiede nastri originali.

Grazie al sostegno di Memoriav, la Collezione svizzera della danza (oggi SAPA Losanna e Zurigo) ha potuto conservare e rendere accessibili al pubblico questi documenti, tramandando in questo modo alle generazioni future le opere coreiche realizzate nella Svizzera romanda fra gli anni Settanta e gli anni Novanta.

Registrazioni video delle Giornate della danza di Berna 2010-2013

Le Giornate della danza di Berna si sono svolte per la prima volta nel 1987. Sin dagli esordi, gli organizzatori hanno registrato in video gli spettacoli invitati a questo festival internazionale della danza e altri progetti del Verein Berner Tanztage. Nei suoi 20 anni di esistenza, la manifestazione ha ospitato molte fra le più importanti compagnie di danza svizzera e fra le più rinomate compagnie internazionali di danza contemporanea. In totale sono state realizzate quasi 300 riprese video, di cui circa 200 saranno preservate.

L’obiettivo è di conservare a lungo termine il patrimonio audiovisivo di un importante programmatore di festival nell’ambito della danza. L’inventario è stato trasferito su nastri DVCam; inoltre sono stati anche creati un file ad alta risoluzione per l’archiviazione e uno a bassa risoluzione disponibili al pubblico.

Misure d’emergenza per la salvaguardia di registrazioni video di creazioni coreiche svizzere 2008

Il progetto ha consentito di adottare misure d’emergenza per la conservazione di importanti registrazioni video che documentano la creazione coreica elvetica. Hanno potuto essere copiate e archiviate in totale 152 opere di sette compagnie (Seefeld Tanzprojekt, Cathy Sharp Dance Ensemble, Claude Perrottet, Belinda Wright e Jelko Yuresha, Compagnie 100% Acrylique, Vertical Danse / Noemi Lapzeson, Zoo / Thomas Hauert).

Tutti i documenti salvaguardati e valorizzati nell’ambito di questo progetto sono accessibili su Memobase, la banca dati online di Memoriav:

Pubblicazioni

SAPA realizza articoli e documenti, cataloghi per le esposizioni che organizza e DVD inerenti ai suoi progetti. Questo materiale può essere consultato sul posto presso le sedi di Losanna e Zurigo oppure ordinato via e-mail o telefonicamente.